Bastiancontrario |
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| Consapevolmente Contraddittorio (Jung) | |
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Invece di scopare sono venuti qui in:Allegoria meravigliosaCaspar David Friedrich Sopporto1. Poter scegliere
2. I filosofi come Stirner, Russell, Savater, Malatesta, Bakunin 3. Gli psicologi tipo Jung, Adler, Freud e sopratutto Groddeck 4. Gli scrittori genere Pirandello,Calvino,Vendrame,Bukowski... 5. La musica dei Rage Against The Machine e quella classica Odio1. Dover scegliere
2. Chi impone le sue ragioni 3. L'ipocrisia bastarda di questa merdosa societa' 4. La morale stupida della maggioranza delle persone 5. La mancanza di orgie pubbliche Fari nella tempestaCosi e' (se vi pare)"La vita e' una tristissima buffonata perche' abbiamo dentro di noi La vera scuola"I libri, a scuola, sono la cosa meno importante.
L'Agnostico«É la preoccupazione per ciò che si possiede,più di ogni altra cosa, Il martello filosofico"Non c'è nulla che mi importi più di me stesso!" Calciatore-Poeta"Lo ricordo fin troppo bene. Giocavo nel Padova, contro la Cremonese. Colui che scrive"Qual'è il consiglio che darebbe ai giovani scrittori? - La Psicosomatica e' roba suaCosì esprime il suo concetto sulla donna che considera ‘la signora della civiltà’. L'essenza di una vera divinita'
Messaggi di celluloide
Rabbia in musicaKilling in the name of Sogni nel cassetto tra le mutandeOrgie infinite nelle pubbliche piazze. Dicono di me" Mi sembrava " | 05 Dicembre 2008
Io, favoreggiatore di democraziaDi Tommaso Nicola Di Fonzo La
differenza fondamentale fra il sistema dittatoriale e quello
democratico può essere desunta dal diverso ruolo rivestito dalla legge
al loro interno: mentre in un regime totalitario essa è lo strumento
attraverso il quale il singolo detentore del potere manifesta lo stesso
e cura i propri interessi, in una democrazia, essa serve, o dovrebbe
servire, a regolamentare la convivenza dei cittadini, del popolo
“sovrano”, facendo sì che i diritti e la libertà di ognuno vengano
rispettati.
Dopo aver fatto questa premessa per rendere chiaro cosa significa vivere in una democrazia, io, Tommaso Nicola Di Fonzo, cosiddetto “esperto informatico”, ho deciso di rendere pubblica la mia vicenda attraverso la presente lettera. Il 16 gennaio 2008 mi sono visto, reo di aver inserito, col consenso degli interessati, annunci a sfondo erotico in un sito internet (www.universoescort.com), uno come ce ne sono tanti, accusato di favoreggiamento aggravato della prostituzione, in seguito a mesi di indagine da parte della polizia postale di Viterbo, in un operazione denominata grandiosamente “Red Light Web” e che ha portato al mio arresto. Dopo circa quattro mesi di pedinamenti ed intercettazioni, la polizia è piombata in casa mia verso le 7 di mattina a notificarmi lo stato di arresto, sequestrandomi computer e altro materiale informatico, cellulare, e condurmi in questura dove il mio sito è stato oscurato. Un trattamento da vero malvivente, quindi, quello riservatomi: dopo il blitz mattutino sono stato costretto agli arresti domiciliari per ben 24 giorni, dei quali i primi 9 trascorsi a razionare il cibo, in una sorta di isolamento dato che vivo da solo - come se la mia pericolosità pubblica fosse estremamente elevata, nonostante fossi incensurato - prima dell’intervento del tribunale del riesame di Roma, che , in seguito alle richieste del mio legale (ovviamente d’ufficio), mi ha accordato tre ore di libertà giornaliere per consentirmi di comprare da mangiare. Trascorsi i tempi dovuti, in attesa di processo, sono potuto tornare in libertà, non senza però l’obbligo di firma in caserma, ogni giorno fino alla fine del mese di Maggio. Una delle prove a mio carico sembra essere una mia risposta data al telefono ad una agente di P.G. simulatasi inserzionista, alla cui domanda su un possibile guadagno risposi, come da atto, “...la mia parte è solo praticamente di mettere l'annuncio, perché faccio pubblicità e basta...“, bene, questa risposta sarebbe ritenuta “falsamente neutra”. Sì, avete capito bene, non un fatto ma un pregiudizio, come capo d’accusa, quasi una dichiarazione di malafede nei miei confronti. Perché se affermando e ammettendo di commettere un qualcosa sono punibile, e, al contrario, non facendolo, mi si può comunque accusare di mentire, sulla base di un’idea che appare piuttosto preconcetta, significa che, in quanto accusato, non ho via d'uscita, e questo è inammissibile in uno stato considerato democratico e basato quindi sul diritto. Secondo gli atti e secondo quanto affermato nel corso di una conferenza stampa in questura, l’imputato, cioè io, per contattare nuovi inserzionisti si serviva di annunci presenti su quotidiani e riviste; gli annunci, insomma, che leggiamo da sempre sulle varie testate d’informazione o su quelle apposite, e sulle quali nessuno sembrava aver mai espresso lamentele o portato avanti indagini. Il perché lo stesso annuncio di un “accompagnatore” sulla carta stampata appaia accettato e legale e sul web sia “favoreggiamento” rimane un mistero. Se sono le foto di nudo a fare la differenza - “pornografia” è, per definizione, tutto ciò che sia ritenuto “osceno” secondo il comune senso del pudore - allora ritengo che si dovrebbero oscurare milioni di siti, così come anche i calendari delle veline, ovviamente, e personalmente allargherei, per logica, l'”accusa” al nudo “artistico” ( se è un organo genitale ad offendere la morale, non dovrebbe bastare un bianco e nero ed una firma illustre per renderlo accettabile). Deve comunque essere dimostrato che, al momento dei contatti pubblicitari, fossi a conoscenza delle reali attività dei miei clienti, dei quali non facevo che pubblicare foto, con il loro consenso, e testi di annunci secondo le loro richieste; una “probabilità” non è un fatto, e l’unico fatto è che sul sito incriminato, era scritto chiaramente, nel regolamento, che annunci riguardanti sesso mercenario non sarebbero stati accettati e pubblicati. Forse tutti sanno che in Italia prostituirsi è legale, suppongo di sì; forse non tutti però sanno che in Italia il “favoreggiamento” della prostituzione è punibile con una pena che va dai due ai sei anni di reclusione. Così come non tutti sanno che per “favoreggiamento” si intende il favorire qualcuno, in qualsiasi modo, nel prostituirsi, cioè il consentirgli di svolgere la sua attività in un dato momento attraverso un favore, come, ad esempio, anche il semplice andare a fargli la spesa. Non tutti sanno che in Italia, quindi, il favorire un “non reato” è illegale. Inoltre, in Italia, lo “sfruttamento” della prostituzione è punibile con una pena che va dai due ai sei anni di reclusione, la stessa applicata nei casi di favoreggiamento, che tradotto significa che affittare una stanza ad una prostituta o badare al suo bambino e schiavizzarla, penalmente parlando, sono la stessa cosa. Come può essere considerata “reato” l'attività che sia atta a favorirne un'altra considerata “non reato”? Ecco, di questo assurdo paradosso giuridico, sono stato vittima in prima persona. Giustamente e per mia fortuna, la mia cerchia di amici si è mostrata del tutto comprensiva e solidale sin da subito, ritenendomi vittima di una palese ingiustizia, perché, anche ammesso che io avessi saputo con certezza matematica che gli uomini e le donne fossero effettivamente dei mercenari, secondo la logica ed il buon senso, non può sussistere reato, essendo il sesso mercenario non classificato né come reato, né come professione, ed essendo quindi il reato di “favoreggiamento di qualcosa di legale” un perfetto assurdo, una ipocrita contraddizione che non può che esprimere chiaramente la volontà di far prevalere la “morale” sull’etica e sulla legalità. Tutto questo senza contare i papponi che liberamente fanno affari sul corpo di povere ragazze ridotte in schiavitù, i quali, se arrestati, non rischierebbero una pena maggiore della mia. Tuttavia, lungi dal cercare consensi e volermi autoassolvere, ci tengo a sollevare le seguenti questioni: a cosa serve la legislatura, che dovrebbe essere quantomeno sensata e coerente, se a dettare legge è comunque ancora la morale? Perché la chiamiamo democrazia se si tratta in realtà di una criptodittatura o di una teocrazia anche poco velata? Vale la pena interrogarsi, prima di tutto, sul significato della stessa parola “legge”, giacché qualcuno potrebbe facilmente obiettare che “se è legge un motivo ci sarà e bisogna rispettarla”; bene, cosa dovrebbe rappresentare la legge, concetto relativo ed umano, se non l'espressione della “giustizia”, concetto assoluto? Una norma comportamentale dovrebbe essere “legge” in quanto giusta, e non, viceversa, giusta in quanto legge; ma purtroppo, si commette troppo spesso l'errore di identificare la “legalità” con la “giustizia”, concetti che non viaggiano certo su binari paralleli. A tutti coloro i quali non fossero del tutto convinti di ciò, vorrei far notare che, parlando sempre di paesi democratici, tipo gli USA, “la più grande democrazia del mondo”, possiamo individuare atrocità legislative risalenti solo a 50 anni fa, tipo la discriminazione e la segregazione razziale, un qualcosa che oggi è unanimemente condannato ma che, prima che la regola venisse in qualche modo infranta, quasi tutti consideravano “normale”, o giusta, in quanto “legge”. E gli esempi in tal senso potrebbero essere innumerevoli: dalla vivisezione, legale pressoché ovunque ancora oggi, al “delitto passionale”, l'attenuante concessa fino a pochi decenni fa agli uomini colpevoli di omicidio ai danni di una donna, qui, nel nostro paese. Per i più, tristemente, è tutto normale, finché è la legge a garantirlo e a coprirlo, ma non può e non deve essere così, non in un sistema politico che dica di fondarsi sul “diritto” e non sul potere. E' facile, però, individuare l'aberrazione nel passato, in un tempo superato sul quale la Storia si sia già espressa, e quindi distante; più arduo è farlo sul periodo storico in cui si vive, perché significherebbe schierarsi “contro” il sistema attuale e la cultura dominante, e un po', in fondo, contro noi stessi. E' chiaro, tuttavia, che se le cose cambiano, e se le civiltà si evolvono in meglio è perché le leggi sbagliate vengono infrante e si modificano, è perché si agisce sul presente e non sul passato. Di certo oggi anche chi non se ne rende conto, beneficia di diritti conquistati attraverso l'illegalità, perché “non bisogna chiedere un cambiamento, ma essere il cambiamento”. C'è chi ha rischiato in prima persona per dimostrare l'ingiustizia di una legge, e c'è anche chi ha pagato, più o meno duramente. Nel 1846 il filosofo Henry David Thoreau rifiutò di pagare la tassa che il governo imponeva per finanziare la guerra schiavista al Messico, da lui giudicata moralmente ingiusta e contraria ai principi di libertà, dignità e uguaglianza degli Stati Uniti. Per questo, in seguito, fu incarcerato per una notte (e liberato il giorno successivo quando, tra le sue vibrate proteste, sua zia pagò la tassa per lui). Dopo qualche anno, nel 1849, scrisse il saggio "Disobbedienza Civile". Questo il senso di questo mio piccolo ma deciso J'accuse. Un processo, il mio, che è costruito su un paradosso lampante e che sembra dunque rifarsi direttamente a quello kafkiano, con la differenza che io, diversamente dall'imputato del celebre romanzo so per quale reato sono processato, ma ignoro, o non comprendo su che base esso venga considerato tale. Se le leggi hanno un senso e quindi un motivo d'esistere, esso dovrebbe consistere nel regolamentare la vita sociale difendendo la libertà di ogni cittadino, con i suoi diritti; invece in questa situazione, paradossalmente, sono io, l'accusato, l'unica vittima e l'unico ad aver subito un danno, come in precedenza fatto presente. E’ come se, essendo legale vendere le patate, venisse arrestato chi promuovesse la loro vendita al mercato. Ma le patate non sono “sesso”, non sono quindi “il male”. Volendo, invece, identificare un “male” in un'analogia, potremmo fare l'esempio dei venditori di armi: essendo inequivocabilmente esse produttrici di morte, ed essendo l'omicidio un reato punibile per legge, a differenza del sesso, per logica, non andrebbe forse ritenuta grave favoreggiamento la loro messa in commercio? Non mi risulta però esistano norme legali in merito. Del resto, se la mia libertà è definita dai limiti della legge ed entro questi ci si può muovere, significa che è mio "diritto" fare tutto ciò che la stessa legge considera legalmente fattibile; ora, partendo da questo presupposto, come posso io prostituirmi o contattare prostitute (attività legali) se questi atti, nelle loro diramazioni pratiche, costituiscono illegalità? non è forse un finto diritto, questo? come pure lo stesso esempio potrebbe essere fatto con la droga: se drogarsi è legale, significa che è per forza di cose anche un "diritto", in quanto mia libertà, e perché allora impedire lo spaccio, dato che il rifornirmi della droga necessaria ad espletare un mio diritto è anch'esso un diritto che dovrebbe essermi garantito? Su quest'ultimo esempio, tuttavia, si potrebbe obiettare che le sostanze stupefacenti siano dannose per la salute e che la loro assunzione può anche arrecare danni a terzi, ma per quale motivo disincentivare la prostituzione volontaria e senza sfruttamento dato che essa non causa danni fisici o psicologici a nessuno, se non per accontentare la morale religiosa che troppo spesso ha la meglio sulla laicità formale di questo paese? Un altro aspetto che mi preme far presente è senz'altro il vero e proprio linciaggio mediatico, attuato ai miei danni dalla stampa locale, durante i giorni della mia detenzione: la mia foto sbattuta in prima pagina e toni diffamatori che alludevano palesemente, ma furbamente, alla mia attività di pubblicitario online come a quella di uno sfruttatore di povere ragazze versanti in cattive condizioni economiche, di un traviatore di giovani menti di studenti e studentesse; una sorta di “protettore” con introiti di decine di migliaia di euro al mese, un depravato che avrebbe pubblicato “pornografia” in rete “facilmente visibile anche da bambini”. Il tutto mettendomi in bocca frasi mai pronunciate come “vuoi allargare il tuo giro d’affari ed aumentare i tuoi introiti? ci penso io!”, ripreso anche da un noto settimanale a tiratura nazionale. Tutte affermazioni, queste, chiaramente tendenziose, atte a creare un “mostro” per far notizia e colpire l’immaginario collettivo, ma attente a mettere la pulce nell’orecchio dei lettori senza però dire nulla di “netto” e quindi di concretamente passibile di denuncia, esempio:” non è escluso che tra gli inserzionisti vi fossero anche giovani studenti vittime di ristrettezze economiche che quindi avrebbero potuto accettare la proposta del D.F. di entrare in affari sul suo sito”. Vere e proprie invenzioni con l'intento di mettermi in cattiva luce senza diffamarmi. Una forma di giornalismo del tutto scorretta. Questa strategia, atta a far leva sulla morale comune, comporta ovviamente ai miei danni una forma di emarginazione sociale da parte della comunità che genera forti ripercussioni sia a livello di contatti umani che professionali, compromettendo le mie possibilità lavorative e remunerative, e gettandomi di fatto in una situazione di vero disagio, anche economico, dunque. Come già accennato, per quanto mi riguarda, sarei anche pronto a subire una condanna, purché si riesca a dimostrarmi la natura del reato da me commesso, o, in alternativa, purché si ammetta che il cittadino, l'essere umano, in questo paese, non gode di piena libertà, ma è suo malgrado vittima di un totalitarismo bello e buono, che fa sì che si debba pagare non già per aver attentato alla libertà altrui, ma per aver esercitato la sua, laddove essa non sia compatibile con la “morale di stato". In conclusione, il sesso si può fare, ma è meglio non parlarne; la prostituzione è consentita, ma guai ad avere contatti diretti con codesti “intoccabili” esseri umani, i quali devono rimanere in una sorta di limbo, ghettizzati non ufficialmente, affinché la rispettabilità di tanti perbenisti venga salvaguardata.
16 Settembre 2008
Continuo a ribadireLa soluzione e' in viaggio. Ho scritto abbastanza quindi ribadisco
22 Aprile 2006
Apriamo gli occhi, svegliamoci.Moneta e Debito
Esiste una verità fondamentale sul tema moneta e debito, ma la cosa è conosciuta da pochi e quasi nessuno pensa di realmente poter o dover occuparsene. Alcuni personaggi importanti che si mettevano a cambiare la situazione furono assassinati o sono stati messi a tacere in altro modo, giusto quando la soluzione era diventata tangibile. La verità è così mostruosa che ci pare proprio incredibile. Preferiamo non pensarci, specialmente perché abbiamo degli "esperti" che dovrebbero saperne tutto, allora perché noi "non esperti" dovremmo cercare di conoscerne i segreti? Il problema Siamo perfettamente a conoscenza del problema, che peraltro è ben ovvio, ma la soluzione ci sfugge, forse perché pensiamo il problema è troppo grande perché lo affrontassimo. Il problema, in poche parole, è che né i governi né la stragrande maggioranza della gente ha soldi. Forse suona esagerato ma, pensandoci bene, vediamo che è la verità. I governi, di qualunque colore, siano essi liberali, socialisti, conservatori, democratici o altro, non hanno soldi. Ci tartassano quasi a morte e ciò nonostante, fanno altri debiti. E la maggior parte di essi è così indebitata, che quasi non ci sembra speranza di ripagare quanto è stato preso in prestito. Una percentuale altissima di tutte le tasse che entrano nelle casse dello Stato viene spesa per "servire il debito", cioè per pagare gli interessi sul debito pubblico, prima ancora di discutere come impostare il capitolo spese della legge finanziaria. Se ai governi manca la liquidità, i cittadini non sono messi meglio. Basta guardarsi intorno e vediamo le famiglie alle strette finanziarie, anche se non manca la volontà di lavorare. Molte volte sia marito che moglie hanno un impiego, a discapito della vita di famiglia e dei bambini, e spesso anche in quel caso i soldi bastano a malapena per le spese e le ferie una volta l'anno. Potete dire che questo è normale, è sempre stato così e non ci si può fare niente. Lo vedete? E' quella la risposta che siamo stati programmati a dare. Il problema c'è, ma è così grande ed è così prevalente nella vita di ognuno di noi, ed è un nodo così "complicato" che dobbiamo per forza lasciare che "gli esperti" lo sciolgano. Vero? No - non è invece vero per niente. Qual è il primo passo per risolvere un problema? Dobbiamo renderci conto della sua esistenza. Cominciate ad osservare la realtà intorno. Provate a sapere quanto il vostro governo spende ogni anno per gli interessi sul debito pubblico. Informatevi quanto i paesi in via di sviluppo pagano per gli interessi sui debiti. Osservate quanta gente dai paesi del terzo mondo emigra ovvero immigra nel nostro paese cercando solamente un sollievo dalla disastrosa situazione economica. Avrete una sorpresa. La causa Adesso che abbiamo capito che un problema esiste, dobbiamo fare il passo successivo, cioè dobbiamo individuarne la causa. Una cosa che certamente non possiamo fare è rimetterci agli "esperti", perché se loro sapessero, ci avrebbero avvertito tempo fa e saremmo già sulla buona strada per porre rimedio a questo schifoso stato delle cose. No è che la causa sia sconosciuta. Ci sono alcune persone ed anche qualche organizzazione che disperatamente cercano di darci delle informazioni in proposito. Purtroppo non hanno accesso ai media di larga diffusione, e se avessero l'accesso, e mettessero in piedi una campagna, potrebbero anche trovarsi di fronte a qualche serio problema. Credo che siate curiosi ormai di sapere che cosa sia la causa, e se noi, semplici cittadini, possiamo fare qualcosa per porre rimedio. Non è utile a nessuno trovare la causa del male se scopriamo poi che niente si può fare. Potevamo risparmiarci la fatica e fare qualcosa più piacevole. Senza farvi ancora spettare, butto qui la patata bollente: I soldi vengono messi in circolazione non dai nostri governi ma da un monopolio privato gestito dalle banche. E così semplice. Ma come potreste dire ed anche se fosse così, qual è il problema? Vediamo - una cosa alla volta. La creazione della moneta Sembrerebbe naturale che la moneta venga creata dallo Stato e infatti, le Banche Centrali sembrano essere proprietà dello Stato anche se godono di una certa autonomia. Dico "sembrano" perché le banche centrali, che quasi costituiscono un quarto potere, oltre a quelli tradizionali dello Stato, sono solo in apparenza sotto il controllo dei poteri dello Stato. Quando lo Stato ha bisogno di soldi, non impartisce alla Banca centrale un'ordine di accreditare una somma sul conto della tesoreria. Lo Stato può ottenere i soldi solo in due modi. Uno è di tassare i cittadini, l'altro è di prendere un prestito. Quando la Banca centrale mette soldi in circolazione, lo fa sotto forma di prestito. Lo Stato deve chiedere questi soldi in prestito e si deve impegnare di ripagarli con interessi. Lo stesso succede quando un privato ha bisogno di finanziare un acquisto e gli mancano i fondi liquidi. La banca è felice di dare un prestito, finché potete portare delle garanzie e finché promettete di ripagare con interessi. Come possono le banche creare questi fondi? Buona domanda. Non sarà la Zecca dello Stato l'officina dove vengono fabbricati tutti i soldi? Le banconote, quando vengono stampate, vengono considerate proprietà della Banca centrale. Non vengono date allo Stato da utilizzare per le sue spese, ma vengono invece immesse nella circolazione chiedendo una contropartita. Ognuno che vuole alcune di queste banconote da spendere, deve "comprarle", cedendo una parte del suo credito. Ma in ogni caso, la grande maggioranza dei soldi che circolano (più del 90%) non sono banconote e monete, bensì "credito". Quando andate dalla Vostra banca e chiedete un prestito, questi "soldi" vengono creati dalla banca lì per lì, scrivendo delle cifre sul vostro conto. Questi soldi si possono ritirare in banconote, cosa che succede raramente, o si possono spendere scrivendo degli assegni. Le banche tengono solo una piccola parte dei loro crediti in contanti, il resto viene movimentato spostando delle cifre da un conto ad un altro. La cosa più importante da sapere: I soldi vengono creati immettendo dei numeri in un computer. Nella pratica, succede così: Per ogni 10.000 che la banca concede in prestito, deve depositare 1000 o 2000 nella Banca centrale. Questo significa, se una banca raccoglie 100.000 in depositi, potrebbe tenersi 10.000 in contanti e depositare 90.000 con la Banca centrale. In seguito, la banca può creare 900.000 di soldi freschi semplicemente scrivendo queste cifre sul conto di alcuni suoi clienti. Nel caso il governo abbia bisogno di soldi, la procedura è leggermente diversa, ma sempre con lo stesso risultato. Il governo deve emettere dei buoni, che sono certificati di prestito, carte per le quali il governo può accettare soldi, e con le quali promette il successivo ripagamento della somma, maggiorata da "interessi". Questi certificati vengono "comprati" dalle banche. Possono essere rivenduti ai propri clienti o possono rimanere in mano alle banche. Al governo, in cambio, viene accreditata una somma corrispondente. L'ironia della situazione è che il governo, che dovrebbe essere l'autorità che emette i soldi che circolano nel paese, è costretto a prendere soldi in prestito dai privati (attraverso le banche) e di pagare interessi per questi prestiti. Adesso cominciamo a vedere perché il governo non ha mai soldi e perché molte delle nostre tasse che entrano nelle casse dello Stato, se ne vanno per pagare interessi sul debito, prima che si pensi ad affrontare le vere e proprie spese dello Stato. Il meccanismo diabolico Che succede quando un debito viene ripagato? Questo è interessante. Gli interessi pagati sono diventati proprietà della banca e la cifra che era stata concessa in prestito, viene distrutta. Nello stesso modo che la somma venne "creata" all'atto di concedere il prestito, adesso viene "discreata" o distrutta, una volta il prestito è stato ripagato. Significa che la Vostra banca può creare dei soldi sostanzialmente dal nulla, può appropriarsi degli interessi e poi può distruggere questi soldi, solo per ripetere il ciclo più avanti con un altro suo cliente. Se vi siete mai meravigliati da dove vengono i fondi per comprare gli edifici migliori e più grandi della città, qui c'è una spiegazione. Se questo vi sembra ingiusto, aspettate a sentire la parte diabolica! Ogni economia nazionale ha bisogno di soldi così che merce e servizi possono essere venduti ed acquistati. Se i soldi sono troppo pochi, le merci non potranno essere vendute, i prezzi si abbasseranno e questa situazione viene chiamata "deflazione". Se la moneta diventa ancora più scarsa, alla fine l'economia entrerà in recessione, la produzione si ferma, il lavoro non c'è più, inizia ad affacciarsi la miseria. Perciò, è molto importante che la quantità di moneta in circolazione sia sempre sufficiente perché la gente sia in grado di comprare la merce ed i servizi che vengono offerti. L'altro estremo è quello della relativa abbondanza di liquidità, che porta all'inflazione. I prezzi salgono, il "potere d'acquisto" della moneta si erode. L'inflazione è indesiderabile quanto lo è la deflazione. L'ottimale è una moneta con un potere d'acquisto stabile. Oggi, il governo non ha che strumenti indiretti per assicurare questa stabilità, essendo la creazione del credito largamente a discrezione delle banche. Inoltre, visto che il Governo non può creare la sua moneta, l'unica via per far sì che l'economia disponga di moneta a sufficienza, è di continuare a prendere prestiti! Certo questo significa continuare a pagare interessi! E' questa la ragione perché i governi non hanno mai soldi e perché lavoriamo più di sei mesi l'anno per lo Stato. Paghiamo gli interessi, in aggiunta alle spese dello Stato. Diabolico, no? Un monopolio privato ad opera delle banche mette in circolazione la nostra moneta, cominciando dalla Banca centrale e, così di seguito, tutte le altre banche. Sono le nostre leggi bancarie che permettono alle banche di creare e sfruttare il credito, piuttosto che il governo, che dovrebbe creare la moneta per i propri cittadini. La soluzione Avendo trovato la ragione per le difficoltà economiche e la miseria, ed avendola descritta con esattezza, una soluzione praticabile ci salta subito nell'occhio. E' necessario cambiare le leggi bancarie per escludere l'autonoma creazione di credito dalla parte delle banche, eccetto la creazione di nuova moneta e nuovo credito ad opera della Banca centrale, da mettere in circolo come credito per i cittadini, non come debito. La creazione della moneta deve tornare sotto la sovranità del popolo e deve essere a diretto benefico di ognuno di noi. Come si può escludere la creazione del credito ad opera delle banche? Molto semplice. Si richiede, invece della bassa percentuale oggi necessaria, che le banche, per ogni prestito concesso, debbano avere un deposito dell'intera somma (100%) presso la Banca centrale. Questo significa che una banca potrà collezionare i depositi dei propri clienti, li può depositare presso la Banca centrale e soltanto poi potrà concedere prestiti per l'ammontare della somma depositata. Parliamo adesso della creazione della moneta che dovrà tornare sotto controllo del governo, ovvero sotto controllo dei cittadini. E' un problema questo che acquista grande importanza. Per primo, ci deve essere un meccanismo che ci permette di controllare l'andamento dei prezzi in modo continuo. Disponendo di un tale meccanismo, è possibile che l'autorità monetaria, investita del compito esclusivo di creare la moneta, eserciti un controllo esatto sul potere d'acquisto della moneta, avendo così l'inflazione e la deflazione sotto il suo diretto controllo. Secondo il principio che l'ammontare della moneta in circolazione deve coincidere esattamente con la totalità delle merci e dei servizi che vengono offerti, possiamo eliminare l'inflazione e stabilizzare la moneta con un meccanismo molto semplice. All'autorità monetaria viene assegnato il compito di stabilizzare l'indice dei prezzi. Questo compito viene assolto mediante la messa in circolazione di nuova moneta al primo segno di un'abbassamento dei prezzi, e il corrispondente ritiro di liquidità quando i prezzi accennano ad alzarsi. Non c'è assolutamente una necessità di accettare un'instabilità dei prezzi. E' importante sapere che l'inflazione è dovuta al fatto che in circolazione ci sono più soldi di quelli necessari all'acquisto delle merci e dei servizi offerti, e che la deflazione è la situazione opposta, ovvero insufficiente moneta in circolazione. Questi fatti sono conosciuti da svariati decenni, solo che, con la creazione della moneta nelle mani delle banche (dei privati) invece di un'autorità centrale (pubblica) era finora difficile aggiustare la quantità di moneta alle vicissitudini dell'attività economica. Moneta credito verso moneta debito Allo stato attuale, la moneta viene creata in forma di credito per le banche, e viene messa in circolazione in forma di debito per chi prende il prestito, cittadino privato o Stato chicchessia. Chiaramente il prestito deve essere ripagato, i soldi vengono considerati "proprietà della banca". Per questa ragione dobbiamo pagare interessi. Preferisco chiamare questa moneta la "moneta debito" ed ho già messo in evidenza che è la causa di molta sofferenza. La moneta credito invece non ha di questi inconvenienti. Questa moneta, dopo essere creata, viene data ai cittadini, non in forma di prestito, bensì in forma di accredito dell'utile dello sviluppo economico. Quando si crea una nuova moneta, non sono state le banche a lavorare ma i cittadini, e così la proprietà della moneta, una volta creata, spetta ai cittadini, non alle banche. Credito Sociale Questo si potrebbe chiamare un sistema di credito sociale. In fatti, il termine "social credit" - credito sociale - fu coniato da un certo Clifford Hugh Douglas. Poi il cittadino canadese Luis Even dette larga diffusione a questa filosofia fondando una pubblicazione per portarne i principi a conoscenza del pubblico. Non posso pretendere di descrivere qui il sistema del credito sociale ma certamente, la moneta credito ne è una parte importante. Quando la moneta viene messa in circolazione dalla Banca centrale, è giusto che sia proprietà di tutti noi che abbiamo contribuito in un modo o nell'altro alla crescita dell'economia reale. Noi produciamo, viviamo, consumiamo, abbiamo nuove idee, mettiamo su famiglia, impariamo, impartiamo agli altri quello che sappiamo. Tutte queste attività ed altre ancora sono alla base della vita economica del paese e perciò sembra logico che i benefici derivati dalla messa in circolazione della moneta non debbano essere un'esclusiva di pochi banchieri bensì vadano distribuiti a tutti quei soggetti che concorrono nella vita economica del paese. Che cosa fare Dopo aver posto fine al monopolio privato di creazione della moneta attraverso l'obbligo di un deposito presso la Banca centrale pari al 100% dei crediti concessi, si dovrà decidere come la creazione della moneta avverrà in futuro, e come possiamo assicurare che ogni cittadino percepisca la sua parte dei proventi dall'incremento dell'attività economica. Qualcuno potrà dire che lo Stato debba esercitare il potere di creazione della moneta e che questa moneta debba entrare nelle casse dello Stato. Questo tipo di ragionamento, anche non essendo privo di una certa logica, non rispetta però il principio di dare ad ogni cittadino quello che è di sua spettanza. Visto che stiamo tutti contribuendo, in un modo o nell'altro, all'attività economica del paese, vi presenterò qui una proposta ideata dal prof. Giacinto Auriti dell'Università di Teramo. Questa proposta è stata presentata come disegno di legge No. 1282 al Senato da alcuni Senatori, l'11 gennaio 1995. Il testo è, nella sua brevità e semplicità, di estrema chiarezza. La proposta è: "Articolo 1 La moneta all'atto dell'emissione nasce di proprietà dei cittadini italiani e va accreditata dalla Banca centrale allo Stato". "Articolo 2 Ad ogni cittadino è attribuito un codice dei redditi sociali mediante il quale gli viene accreditata la quota di reddito causato dalla emissione monetaria e da altre eventuali fonti di reddito". Auriti è ordinario di diritto e la sua spiegazione del principio dietro questa proposta, qui riportata in estrema sintesi, è piuttosto esplicita. Auriti spiega che il nostro sistema monetario è la più grande frode nella storia umana. I cittadini vengono illegalmente deprivati del doppio dell'ammontare totale della moneta in circolazione. Non solo infatti non gli si è dato la parte spettante loro dell'incremento delle attività economiche, ma quando questa parte veniva messa in circolazione, fu data in prestito, cioè fu richiesta una contropartita uguale all'ammontare della massa monetaria stessa aggiungendo, per così dire, il danno alla beffa. Un avvertenza finale Non credete che un mutamento così drastico del sistema finanziario sia possibile ottenerlo attraverso la sola opera dei politici, ammesso che siano essi stessi propensi a chiederlo. Non sarà possibile senza un sostegno pubblico veramente convincente. Siamo tutti chiamati, adesso che abbiamo scoperto la causa della miseria e delle difficoltà economiche, a lavorare affinché la situazione cambi, girando queste informazioni ai politici e dandogli il sostegno necessario. Potete fare copie di questo articolo e distribuirlo ai vostri amici, ma pensate anche all'azione vera e propria. Non darò qui dei suggerimenti su che cosa fare, ognuno saprà meglio come comportarsi. La scelta è vostra, unico avvertimento: non dite che non sapevate nulla. Josef Hasslberger Roma, Settembre 1999 Riferimenti: * Michael Journal "For a Social Credit Economy" Maison Saint-Michel, 1101 Principale Street Rougement, Quebec Canada JOL 1MO tel. (514) 856 5714 (450) 469 2209, fax: (450) 469 2601 http://www.geocities.com/Athens/Rhodes/4061 * Prof. Auriti "Valore e struttura della Moneta" http://www.abol.it/moneta/indgiuri.htm * Josef Hasslberger - scritti su economia ed interessi Dibattito sull'occupazione - Il lato positivo L'economia che cambia . . . come gestire? * The Moneymasters. Libro e video in lingua inglese http://www.themoneymasters.com 08 Gennaio 2006
Forse 10 proposte da un movimento serio.Tratto da www.noeuro.it e www.disinformazione.it
I DIECI PUNTI PER UNA NUOVA SOCIETÀ 1. Reddito di Cittadinanza per tutti. E’ giusto, necessario e possibile dare a tutti i cittadini una somma sufficiente per vivere dignitosamente che si aggiunge al reddito di lavoro o alla pensione (per quelli che ce l’hanno). E’ giusto per uscire dalla stretta mortale e schiavista di una società che pretende la vita per darti la sopravvivenza, e a volte non basta nemmeno quella. Gli schiavi erano costretti a lavorare per vivere, è questa l’essenza della schiavitù. Il lavoro deve essere una scelta libera e non una costrizione necessaria. La libertà è la possibilità di scegliere l’occupazione più adatta a ciascuno di noi. Il diritto al lavoro è una finzione scenica che nasconde l’obbligo di prendere un lavoro qualunque per non morire. Noi affermiamo il diritto alla vita come diritto inalienabile di ogni essere vivente. Alla società della morte e della schiavitù sostituiremo la società della vita e della libertà. E’ necessario, perché il lavoro richiede sempre più creatività e studio e non è possibile studiare con l’ansia del domani e lo spettro della fame, né essere creativi senza la libertà e la serenità. Tutti ci dicono che il lavoro di un tempo, quello che durava una vita quando si entrava in fabbrica a diciott’anni e se ne usciva a sessantacinque, e persino l’impiego di Stato non esistono più. I giovani devono mettersi sul mercato, aggiornarsi continuamente, prepararsi a cambiare lavoro spesso per sfruttare nuove opportunità e nuovi spazi. In questo sistema è come fare l’acrobata senza rete di sicurezza. Ogni tanto, sempre più spesso, qualcuno cade, per paura, perché non ce la fa, perché la tensione è troppa. Il Reddito di Cittadinanza è la rete di sicurezza sulla quale poter costruire il proprio futuro con certezza e determinazione. E’ la garanzia della vita contro la competizione mortale di questo sistema. E’ possibile, perché le risorse e i soldi ci sono. Dieci anni fa era possibile dare a tutti i cittadini dai sedici anni in su un milione al mese, solo razionalizzando le risorse esistenti nel sistema previdenziale e assistenziale. Oggi, è possibile dare a tutti mille euro al mese, utilizzando le stesse risorse. Ma occorrerebbe riformare lo Stato e la Previdenza e cambiare la testa a politici e burocrati. E allora, noi diciamo che è possibile anche emettendo moneta non di debito sui nuovi investimenti, che rendano la domanda di beni congrua alla produzione realizzata. Ed è possibile cominciare a realizzarla subito, partendo dalle Comunità locali, Comuni e Regioni emettendo monete locali, per rivoluzionare la politica monetaria con la sovranità popolare (né moneta-debito, né moneta-credito, ma moneta-proprietà). Perché il reddito di Cittadinanza è un diritto che possiamo prenderci subito, perché la nostra vita è oggi e non domani, è un diritto che ci spetta come esseri umani e che non ha bisogno del potere per essere realizzato. 2. No all'euro, Fuori da Maastricht e fuori dall’Euro ma dentro l’Europa No all’Euro, moneta dei banchieri per una Europa dei banchieri, che ci ha dimezzato i soldi e raddoppiato i debiti (mille lire sono diventate un euro). Già Francia e Olanda si sono ribellate a questa Europa dei ricchi, con una maggioranza schiava dei debiti. Noi proponiamo un'altra moneta, complementare, non di debito, emessa da Comuni, Province, Regioni, che finanzi dal basso l'economia e il lavoro. E' possibile? Certo, in Germania ci sono già cinquanta monete complementari. In Italia Banca d'Italia e politici, ricattati dal potere finanziario, non le vogliono, hanno paura della democrazia partecipata, finanziata dal basso. No all’Euro della truffa della BCE, alla moneta che non ha numero di serie (così nessuno può sapere quanta ne viene emessa), no all’Euro di proprietà privata (lo sapete che sull’euro paghiamo il copyright ad una società privata?), no all’Euro del signoraggio alle banche, che sottraggono alla gente un diritto che gli appartiene e indebita sempre di più cittadini, imprese e Stati. No agli gnomi del potere finanziario, perché la moneta è il frutto del nostro lavoro e non appannaggio dei loschi traffici dei finanzieri truffatori sostenuti da Bankitalia. Come la maggioranza dei paesi europei vogliamo uscire dall’Euro, da questo Euro dei banchieri truffatori e denunciare il trattato di Maastricht con i suoi parametri che strangolano le economie in nome del potere finanziario. Uscire dall’Euro non significa affatto uscire dall’Europa, come sostengono, mentendo, i politici servi dei banchieri. La maggioranza dei paesi che ha aderito all’Europa non ha adottato l’Euro e non ne hanno alcuna intenzione. In Italia, una classe politica di furbastri e servi delle banche ha impedito che sull’euro venisse fatto il referendum che in altri paesi europei ha significato il suo affossamento. L’idea furba di diluire il debito pubblico italiano in quello europeo è un’inutile sciocchezza, poiché il debito non sarà mai pagato e i titoli del debito sono in realtà un modo di emettere moneta, che ingrassa i banchieri e affama la gente. Per un’Europa dei cittadini e non dei banchieri, per un’Europa dei popoli e non degli Stati. 3. Indipendenza energetica: fonti rinnovabili. Produzione di energia da fonti rinnovabili diffusa sul territorio e gestita dai Comuni. Cinquantamila campanili italiani, i nostri Comuni, ora strangolati dai debiti, possono risorgere e rifiorire producendo energie alternative (solare, eolico, idrico e biomasse) e con quelle emettere monete, e creare davvero milioni di posti di lavoro. Per far cessare la dipendenza dal petrolio e dai petrolieri, per conquistare l’indipendenza energetica senza passare dal nucleare e battendo le grandi multinazionali dell’energia. E’ possibile con un grande progetto che coinvolga i Comuni d’Italia e le loro popolazioni nella costruzione di piccoli impianti di produzione di energia, senza sconvolgere il territorio, anzi valorizzandone le risorse. Le tecnologie ci sono e potranno nascere mille piccole officine dove costruire piccole pale eoliche, piccoli impianti solari, piccoli impianti a biomassa e da fonti idriche. Perché piccolo significa più efficiente, meno invadente e soprattutto democratico, perché alla portata di ogni comunità locale. Non c’è bisogno dei grandi capitali delle multinazionali dell’energia per costruirli, non c’è bisogno delle multinazionali per avere energia. Producendo energia si trovano i soldi per finanziare servizi, investimenti e Reddito di Cittadinanza. Gli impianti di energia da fonti rinnovabili sono finanziati in parte dalla Comunità Europea, e per il resto possono essere realizzati mediante l’emissione di monete complementari non di debito. In questo modo, i Comuni possono risollevarsi, perché produrre energia è produrre ricchezza, creare posti di lavoro, finanziare nuove imprese e distribuire tra i propri cittadini Reddito di Cittadinanza, cominciando magari proprio dalla bolletta dell’energia, non solo quella elettrica, ma quella per il riscaldamento, l’aria condizionata e l’autotrazione. Lo Stato dovrà occuparsi di rendere disponibile per tutti la conoscenza necessaria per costruire gli impianti e finanziare seriamente la ricerca e l’innovazione, perché la cultura e la conoscenza sono la vera ricchezza e l’Italia è un paese pieno di inventiva e di iniziative. Creiamo una grande Fondazione Pubblica che promuova la ricerca e tuteli le scoperte così che nessuno possa impadronirsene. La battaglia per la libertà passa anzitutto dalla diffusione della conoscenza e dalla sua disponibilità per tutti. Se mille Comuni producessero energia da sé il volto e il destino del paese cambierebbero. Possiamo e dobbiamo farcela. Questa è una strada concreta, reale e immediata per passare da una società della scarsità e della morte ad una società dell’abbondanza e della vita. 4. Servizi comuni gratuiti. No alla privatizzazione dei servizi pubblici essenziali, trasporti e sanità, e dei beni comuni, acqua, strade, energia. I servizi pubblici essenziali devono essere pubblici e gratuiti, perché il diritto alla vita comprende anche quello di aver garantite le cure necessarie per le malattie e quello di potersi muovere liberamente sul territorio. Dobbiamo invertire la tendenza nefasta alla privatizzazione di beni essenziali per la vita come l’acqua, l’energia e le strade. Un tempo, i beni comuni erano quelli che garantivano a tutti, anche a quelli che non avevano nulla, di ottenere il necessario per vivere. Piano piano, i beni comuni sono stati tutti privatizzati e oggi assistiamo impotenti alla privatizzazione del bene più abbondante sulla terra, e più necessario per la vita: l’acqua. Una logica di profitto cieca e perversa ha messo in discussione un principio che nessun regime, nemmeno il più sanguinario e bieco, aveva mai osato discutere in passato, la comunione dell’acqua. Considerare l’acqua un bene economico dimostra solo il livello di follia cui è giunto questo sistema. Si possono finanziare questi servizi mediante l’emissione di monete locali, come per l’energia. D’altra parte, non è sensato considerare che sanità e trasporti producono ricchezza solo se a promuoverla c’è il capitale finanziario e che, invece, sono un costo se a monte c’è la collettività. Perché sanità e trasporti, così come i beni comuni, devono servire gli esseri umani e non il capitale finanziario. La privatizzazione della sanità ha prodotto in tutto il mondo guasti e distorsioni intollerabili. Se pensiamo alla feroce determinazione con cui le multinazionali farmaceutiche stroncano ogni cura alternativa alle loro, spesso inutili e dannose medicine, per il timore di perdere profitti. La libertà di scelta terapeutica deve essere garantita, così come la condivisione della conoscenza in medicina ed in ogni altro campo essenziale per la vita e per la salute. Il profitto deve uscire dalla sanità, la medicina deve essere al servizio dell’umanità e non del capitale. 5. Difesa dell’ambiente e dei viventi. Sostenere le culture biologiche per la tutela dell’ambiente, il rispetto degli animali e la salvaguardia della vita. Sosteniamo le colture biologiche, adatte al nostro paese, ripopolando con esse le alte colline e le montagne, esportando i nostri prodotti migliori e valorizzando le nostre foreste, vera ricchezza del paese e fonte di salute e benessere. Le coltivazioni intensive a base chimica stanno depauperando i suoli e avvelenano i nostri cibi. E’ possibile e necessario tornare alla cultura biologica che, con le nostre conoscenze, è divenuta più efficiente di quella industriale. La necessità del capitale finanziario di esasperare gli scambi commerciali tra i continenti per incrementare i profitti, ha causato la distruzione di molte culture e l’impoverimento della biodiversità. Molte specie di grano, riso, barbabietola sono state eliminate dalla concorrenza sui mercati e dalle logiche produttiviste delle multinazionali, che impongono ai contadini le coltivazioni sulle quali dispongono di brevetti. Dobbiamo recuperare la biodiversità come valore e la produzione locale come principale fonte di alimentazione, sulla base di una interazione sempre più consapevole tra l’uomo e l’ambiente. Dobbiamo favorire la progettazione e la gestione ecosostenibile e integrata degli insediamenti umani e produttivi nel territorio agro-ambientale, sostituendo al dominio l'ascolto, alla violenza la curiosità, alla fretta la speranza. Dobbiamo diffondere la tutela ed il rispetto per gli animali, perché esseri viventi e perché parti integranti ed essenziali dell’ambiente in cui viviamo. Una società inquinante e inquinata distrugge ogni anno migliaia di specie viventi, e con esse la nostra stessa speranza di vita. L’allevamento degli animali per l’alimentazione, non solo provoca sofferenze indicibili a miliardi di viventi, ma è un assurdo economico. Un ettaro coltivato a soia produce sedici volte più proteine di un ettaro destinato all’allevamento del bestiame e l’alimentazione da carne fa male almeno quanto il fumo delle sigarette. Meno carne per l’alimentazione, fa bene alla salute, al mondo e all’ambiente. 6. Quote Rosa per le liste e il governo. Sosteniamo la presenza paritaria delle donne nelle elezioni e nel governo mediante l’adozione delle quote rosa. E’ giusto, utile e necessario incrementare la presenza femminile in politica. Perché dare voce al mondo delle donne è ridurre al silenzio le grida di guerra del mondo maschile, è ritrovare la serenità contro la competizione esasperata, è recuperare la sensibilità e la delicatezza in una società che è sempre più insensibile e rude, è restaurare l’armonia e l’equilibrio tra i sessi. Perché la metà del mondo è femminile e reclama da tempo lo spazio necessario per l’armonia nella vita sociale, ora che la famiglia non è più il luogo della formazione individuale alla società. Perché dobbiamo interrompere la catena di trasmissione del pensiero prevaricatore proprio del maschile e ritrovare la capacità di relazione femminile come strumento di composizione dei conflitti e di elaborazione di un nuovo pensiero sociale. Perché pensiamo che le donne debbano portare il proprio essere femminile per costruire insieme agli uomini un nuovo mondo ricco di creatività, concretezza e intelligenza. Per queste ed altre mille ragioni le nostre liste saranno composte per almeno il 50% da donne e invitiamo tutte le donne che condividono il nostro programma a candidarsi nelle nostre liste. Perché siamo contrari ad ogni discriminazione tra i sessi, tra le razze, tra le culture e le donne hanno grande sensibilità per questi temi. Ovviamente, non quelle donne che imitano il maschilismo degli uomini e che a volte sono peggiori di essi, ma quelle che sono in grado di esprimere in qualche modo il loro essere femminile trovando da sé stesse le ragioni e le vie. 7. Promuovere la cultura, la ricerca e l’istruzione. Sosteniamo la cultura, l’istruzione e la ricerca, vere fonti della ricchezza. Finanziamo la nostra vera ricchezza, l'intelligenza degli Italiani. La vera fonte della ricchezza è la cultura, sono le idee, il genio. Le cose materiali sono utili per chi sa usarle e diventano preziose solo se è loro applicata l’intelligenza. Solo con la tecnica, che è intelligenza applicata, è stato possibile uscire dall’incubo della fame che per migliaia di anni ha agitato i sonni dei nostri antenati. Le grandi scoperte e innovazioni del secolo scorso sono dovute alla ricerca e allo spirito di iniziativa di migliaia di ricercatori, senza i quali non avremmo né computer né elettricità, né telefonini, né aeroplani. Mille altre sfide attendono l’umanità e la prima è quella dell’automazione completa dei processi di produzione, per abbandonare definitivamente il lavoro per necessità e dedicarsi alla ricerca, all’istruzione, alle attività immateriali. All’inizio del ‘900 la maggior parte della popolazione era contadina eppure si moriva lo stesso di fame nei tempi di carestia. Oggi solo il 6% lavorano all’agricoltura e la produzione è sovrabbondante rispetto alle necessità. Possiamo vincere la fame nel mondo, dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente, costruire case nel rispetto dell’ambiente e sempre più confortevoli, avere trasporti sicuri e veloci, eliminare le cause delle guerre e dei conflitti legate alla fame ed al bisogno. L’Italia è un paese con grandi tradizioni di cultura, ricerca e intelligenza. Non a caso geniali inventori sono nati in questa nostra terra e, ancora oggi, migliaia di giovani ricercatori brillanti sono contesi dalle università estere per le loro capacità, che sono anzitutto frutto di una tradizione culturale antica e perciò sempre viva. Cultura significa consapevolezza e ciò comporta la democrazia. Per questa ragione, per rallentare la diffusione della cultura e sopire l’anelito alla democrazia, molti governi, tra cui anche molti dei nostri, praticano politiche di sistematica distruzione delle istituzioni scolastiche e di mortificazione della ricerca e dei ricercatori. La scusa è che mancano i fondi, ma è un assurdo, poiché la vera ricchezza è la cultura e la ricerca. Lanciamo un grande progetto per migliorare le scuole, rilanciare la ricerca, conservare il nostro patrimonio di cultura, che sta marcendo e finanziare, tramite monete locali, strutture pubbliche di condivisione della conoscenza. Perché la ricerca deve essere a disposizione di tutti per il benessere della collettività e dei singoli. Perché le scoperte che possono migliorare la vita di una società sono da sempre di proprietà di tutta l’umanità e non possono essere usate per il profitto. 8. Democrazia partecipativa nel territorio. Rilanciamo la democrazia con la partecipazione della gente alle scelte del governo locale. C’è in giro una grande sfiducia e stanchezza nei confronti delle Istituzioni e della politica. Si respira un clima di scetticismo e di indifferenza, riaffiorano qua e là segni di intolleranza e di violenza nei confronti delle idee altrui che speravamo abbandonati per sempre. La responsabilità è di partiti sempre più avulsi dalla realtà e di politici distanti e insensibili alle esigenze della gente. Il problema è la menzogna che regna sovrana nella politica, e non solo in quella italiana. Una menzogna che nasce dalla necessità di tranquillizzare i mercati altrimenti è la crisi, il disastro, la catastrofe. E allora se l’inflazione sta realmente al 20%, si toglie lo zero e si dice che sta al 2%, se l’economia va male, si truccano i dati e si proclama che va tutto benissimo, se la gente non ce la fa ad arrivare a metà mese, la si spinge ad indebitarsi che poi domani si vedrà. L’obiettivo è quello di iniettare fiducia a tutti i costi per la salvezza del capitale finanziario, ma senza un progetto, senza un’idea, senza alcun rispetto per l’intelligenza e la dignità della gente. L’unico obiettivo è creare debito e con esso smarrimento, schiavitù, divisioni, lotte fratricide. Una menzogna che nasconde la grande truffa della moneta, emessa sul lavoro dei cittadini e però messa a loro debito e a credito delle Banche, che ha rovesciato ogni senso dell’etica così che gli onesti sono poveri sciocchi e i ladri ricchi furbi. Stiamo vivendo il tempo dell’inganno universale, della finta rappresentazione della vita nella Tv del profitto e dell’ottundimento generale, dei falsi miti, della falsa etica, della falsa democrazia. Dobbiamo ricostruire la pratica della democrazia dal basso, dalle comunità locali, facendo partecipare la gente alle decisioni fondamentali che riguardano la loro esistenza. Un Comune che emette moneta locale deve farlo con il consenso della gente, deve sollecitare la sua partecipazione alle decisioni sull’energia, sull’ambiente, sul commercio, sugli investimenti. Si tratta di scelte di politica concreta e reale cui la gente vuole partecipare, perché si tratta della sua vita. Perché partecipando a livello locale, può davvero verificare quello che fanno i delegati che ha eletto e prendere consapevolezza delle proprie scelte. Perché la vera contraddizione, quella indotta dalla menzogna dei sistema, è tra la comunità locale e il governo nazionale di qualunque colore esso sia. Perché la politica nazionale è schiava di questa menzogna e serva dei banchieri. Perché questo è il senso della grande battaglia per la libertà che le comunità locali della Val di Susa combattono contro la politica del centro e i suoi interessi. Tutti insieme, sindaci di destra e sinistra, contro politici di governo e di una finta opposizione. 9. No alla guerra e agli interventi militari. Diciamo no a tutte le guerre e a tutti gli interventi militari fuori dal nostro territorio nel rispetto della Costituzione. Il nostro è un No deciso contro ogni forma di intervento militare, comunque mascherato o giustificato, per la risoluzione dei conflitti tra le Nazioni. La nostra Costituzione ripudia la guerra e vieta espressamente ogni intervento militare se non per difesa del nostro territorio. L’inganno universale in cui viviamo ci mostra come missione di pace l’intervento dei nostri militari in paesi lontani dal nostro territorio che mai potranno portare una minaccia concreta ad esso. Dietro questi interventi militari si nascondono interessi economici e di strategia militare che sono estranei allo spirito di pace ed alle scelte che il nostro costituente ha effettuato sessant’anni fa. Chiediamo l’immediato ritiro delle truppe italiane dalle missioni all’estero in cui sono impegnate, senza la direzione dell’ONU e il consenso del paese che richiede l’aiuto. In ogni caso, mandare truppe armate di tutto punto in territori in guerra e sostenere che stanno in missione di pace è un controsenso. La pace non si fa con le armi se non in una visione distorta di essa come dominio di altri popoli. NO alla guerra significa No alle armi e a chi le produce. L’Italia è una grande produttrice di armi e la politica nazionale, in nome dell’occupazione, fa finta di ignorare questa assurda realtà. Chiudiamo le fabbriche di armi in Italia, riconvertiamo le industrie di armi in industrie di pace. NO alla guerra significa anche no alla presenza di armi nel nostro paese. L’Italia è piena di missili a testata nucleare e di basi militari gestite dalla NATO. Fuori la NATO dall’Italia e fuori l’Italia dalla NATO. Un NO alla guerra deve essere un proposito concreto e fattivo, altrimenti resta una mera petizione di principio. NO alla guerra significa soprattutto adoperarsi per rimuovere le cause della guerra sostenendo i popoli coinvolti e dando loro il segno concreto della nostra solidarietà. Significa promuovere scambi commerciali non fondati sulla rapina e sulla truffa del denaro, significa collaborare per lo sviluppo delle economie, nella consapevolezza che questo rappresenta anche il nostro sviluppo e che la pace è un vantaggio per tutti i popoli del mondo. NO alla guerra significa boicottare le attività economiche di quelle società che sfruttano il lavoro e la ricchezza nei paesi poveri, e creano qui disoccupazione e disagio sociale per loro profitto. Significa accogliere i diseredati, ma anche creare nei loro paesi condizioni di vita tali da evitare le migrazioni di massa degli ultimi anni. 10. Un nuovo Rinascimento è possibile. Ritroviamo l’entusiasmo e la speranza in un mondo migliore. No Euro è un movimento e non un partito. Il suo proposito è quello di diffondere la consapevolezza del grande inganno della Finanza sulla moneta e sul debito, al quale dobbiamo questa crisi, quelle che l’hanno preceduta e quelle che verranno, finché il potere degli gnomi della finanza non sarà distrutto. L’Euro è un pilastro di questo grande inganno, così come le Banche centrali, ma il Re è nudo e in ogni parte d’Europa la gente sta prendendo coscienza della verità delle cose. Siamo consapevoli che il sistema non è riformabile dall’alto, e non pensiamo affatto di andare al Governo. Oltretutto, siamo così distanti e diversi da entrambi i Poli che non possiamo che presentarci da soli, anche se una legge elettorale vigliacca ci costringe ad ottenere il 4% dei voti per avere una rappresentanza in Parlamento. Un accordo tecnico con un raggruppamento farebbe scendere la percentuale al 2%, ma dubitiamo che nessuno dei due ci voglia, e d’altra parte per molti di noi il disgusto nei confronti della politica politicata è tale, che un’alleanza anche solo tecnica appare impraticabile. Comunque, decideremo con i nostri elettori in campagna elettorale. La nostra rappresentanza parlamentare, dovrà usare quella tribuna per diffondere la consapevolezza sul sistema finanziario e soprattutto annunziare che la speranza in un mondo migliore è possibile, ora e non domani. Vogliamo dare voce all’opposizione reale di questo paese, contro le manovre bipartisan che nascondono la sostanziale subalternità al potere finanziario, vero padrone della nostra politica. Ma il nostro obiettivo è di creare le condizioni perché mille Comuni italiani adottino una moneta locale e costruiscano con i loro cittadini, un progetto di ricostruzione dell’economia. Partendo dall’energia, dall’acqua, dall’ambiente, dai servizi comuni. E’ possibile farlo, oggi, subito. Contro il potere feudale e imperiale che si fondava sulla rendita fondiaria e la servitù della gleba, i contadini abbandonarono i feudi e fondarono i Comuni. Ne nacque una grande stagione di libertà e poi il Rinascimento italiano, epoca di grande creatività e progresso per tutta l’umanità. Contro il potere feudale e imperiale fondato sulla rendita finanziaria, i cittadini fonderanno nuovi Comuni e una nuova economia. Ne nascerà una grande stagione di libertà e un nuovo Rinascimento che compiranno il destino dell’Italia di essere guida di civiltà ed esempio per il mondo intero. http://www.disinformazione.ithttp://www.noeuro.it 21 Dicembre 2005
Siamo uomini liberi e felici e babbo natale esiste.Da www.signoraggio.com
Tu sei uno schiavo La Storia che il Governo spera tu non sappia mai! You are a slave ori [ http://www.whatreallyhappened.com/yearoftheslave.html ] Lo so che non è ciò che vuoi sentirti dire quando sollevi il tuo champagne per il brindisi dell’anno nuovo, ma questa è la sgradevole verità che tutti dobbiamo affrontare alla vigilia del 2004. I film e le scuole pubbliche amano ritrarre gli schiavi come legati da catene e colpiti con verghe, creando un’immagine polarizzata della schiavitù che può essere identificata con la convinzione, “Tu non sei così, quindi tu non sei uno schiavo”. Ma la storia mostra che gli schiavi sono trattati in molteplici modi, alcuni più crudelmente di altri; ma anche con il più dolce trattamento, uno schiavo rimane uno schiavo. Mettendo da parte l’immagine stereotipata dello schiavo come un relitto sanguinante e in catene, durante tutta la storia, gli schiavi sono spesso difficili da riconoscere. In alcuni casi, come per gli schiavi medievali, erano mantenuti schiavi dei loro padroni dalle credenze religiose e non vedevano sé stessi come schiavi anche se erano trattati come tali. Gli schiavi preferiti dei monarchi asiatici indossavano gioielli da far impallidire una stella del cinema, ma nonostante tutte le loro comodità e tutti i loro fronzoli erano sempre schiavi. Quindi, cos’è uno schiavo? Come definiamo uno schiavo? Che test facciamo per dire che qualcuno è uno schiavo? Cosa li rende diversi dalle altre persone? Le persone libere possono dire “no”. Le persone libere possono opporsi a chi rivendica i loro soldi, il loro tempo e i loro bambini. Gli schiavi non possono. Non c’è libertà senza la capacità di dire “no”. Se qualcuno vuole che tu faccia qualcosa e tu puoi dire “no” e rifiutarti di farlo, allora sei un essere umano libero. Se tu puoi essere costretto a fare qualcosa o ad arrenderti ad una situazione che non ti piace, allora sei uno schiavo. Nessun altro test può essere fatto. Quando sei costretto a cedere la metà del lavoro di tutta la tua vita al governo con tasse sempre crescenti, allora tu sei uno schiavo. Durante tutta la storia, ci si aspettava che gli schiavi facessero il lavoro necessario per la loro sopravvivenza e che poi facessero lavoro addizionale per i loro padroni. Per gli schiavi romani, il principio del “lavorare per sé stessi” opposto al “lavorare per il padrone” erano più o meno equivalenti. La stessa logica era applicata ai servi medievali e agli schiavi del Sud America. Se sommi tutte le tasse evidenti, quelle nascoste, le tariffe, i dazi di consumo, più il prezzo maggiorato che paghi per i prodotti a causa delle tasse delle compagnie che li producono, scoprirai che gli americani seguono ancora lo stesso principio di “lavorare per se stessi” e “lavorare per il padrone”. Puoi dire “no” al furto di metà della tua vita? Puoi far sì che i padroni riducano questo carico in modo rilevante? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. I padroni hanno deciso che vogliono guerre su tutti quelli che vivono grazie al petrolio. L’idea è che per le corporazioni americane è meglio rubare il petrolio piuttosto che pagarlo. Milioni di americani (e altri milioni di persone in tutto il mondo) non volevano la guerra, ma i padroni l’hanno iniziata lo stesso, mentendo alla gente. Potevi opporti alla guerra? Puoi evitare che ti raccontino menzogne? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. I padroni vogliono i tuoi figli per le loro guerre future. Le opportune leggi vengono già discusse nel Congresso. Puoi opporti alla confisca dei tuoi figli? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. Le menzogne del governo alla popolazione civile sono state smascherate infinite volte, da chi ha veramente organizzato gli attentati dell’11 settembre, all’illegalità del sistema fiscale, ai documenti sulla Cheney’s Energy Task Force, al WMDs (Weapons of Mass Destruction – Armi di distruzione di massa) di Saddam. Gli americani sono le persone a cui sono state raccontate più menzogne in tutto il mondo. Puoi impedire che ti dicano menzogne? Puoi punire coloro che mentono? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. La falsificazione dei voti è sfrenata negli Stati Uniti, e l’imposizione per mandato di sistemi di voto elettronico senza organismi di controllo significa che le elezioni saranno decise (come Stalin ammise) non da coloro che votano ma da coloro che contano i voti. Puoi opporti ad un sistema di votazione truccato? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. Solo perché non puoi vedere le catene da schiavo non significa che non siano lì. Le catene fatte d’acciaio sono evidenti, ma le catene fatte di credenze non sono sempre riconosciute per quello che sono. Hitler spinse la popolazione tedesca in guerra con la convinzione che la Polonia stesse per invadere la Germania. LBJ spinse gli Americani in Guerra con la convinzione che il Vietnam avesse attaccato il Maddox americano nel Golfo di Tonkin. La Polonia non stava per invadere nessuno. Non c’erano torpedo vietnamiti nel Golfo di Tonkin, ma gli schiavi, imprigionati da invisibili catene di convinzioni, andarono in guerra. Milioni morirono. Nel 2003, tuttavia, le catene cominciarono a diventare visibili. Il diritto constituzionale alla libertà di espressione fu confinato a zone dotate di “libertà di parola”. Uno schiavo può avere un’opinione, fino a quando non viene espressa dove potrebbe turbare gli altri schiavi. Il diritto costituzionale ad una popolazione armata, il mezzo con il quale gli uomini che crearono una nazione di liberi cittadini speravano di mantenerli liberi, viene costantemente attaccato da coloro che hanno paura di una nazione di individui liberi, e che non dormiranno sonni tranquilli fino a quando non saremo a tutti gli effetti una nazione di schiavi. Dei cittadini armati possono ancora dire “no” a coloro che vorrebbero riportarli alla schiavitù dalla quale erano così recentemente fuggiti. Altri diritti costituzionali e tutele civili sono stati messi da parte. Il governo può ora fare indagini sulla tua vita personale senza un motivo e senza alcun avviso di garanzia, può anche entrare nella tua casa senza essere obbligato ad avvertirti. Semplicemente etichettando un cittadino come nemico pubblico, il governo può ora far rinchiudere in prigione persone senza alcuna accusa e senza avergli permesso di consultare un avvocato. Ti può essere impedito di viaggiare solo perché hai il nome sbagliato. Se compri troppo oro o porti a casa troppo denaro o ammassi cibo, il governo ne verrà informato. Avere un Almanacco del Contadino è fonte di sospetto. Parlare della Costituzione viene ora considerato come indizio di probabili coinvolgimenti terroristici. La tortura viene ora presentata come “necessaria” per “affrontare la crisi”. Sei stato capace di rifiutare le deroghe apportate alla Costituzione? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. Il governo, a tutti i livelli, ha preso in prestito trilioni di dollari e intrappolato i tuoi figli con il loro pagamento. Bambini non ancora nati dovranno pagare questi conti. Influenzare le vite di bambini non ancora nati, lasciati soli quando sono sufficientemente grandi per votare, vincolati contrattualmente allo Stato è la schiavitù più evidente e odiosa di tutte. Puoi rifiutare di essere responsabile per il pagamento dei debiti che il governo ha contratto senza il tuo permesso? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. Il governo ha preso in prestito così tanto denaro che già da molto tempo ha esaurito l’oro da utilizzare come garanzia pignoratizia per i debiti contratti. Cominciando dall’amministrazione di Nixon, le risorse naturali vennero usate come garanzie pignoratizie per i debiti sempre crescenti. Prendere in prestito più denaro dalle banche, promettere una manciata di terre pubbliche come garanzia pignoratizia. Questi pegni territoriali vennero camuffati come “Ambientalismo” per nasconderne il vero scopo. Diversi nomi come “Riserva Naturale”, “Terra Umida”, “Fiume degli Antenati” e così via vennero usati per nascondere la vera portata della confisca di territori pubblici. Ma il risultato finale è stato lo stesso. Enormi porzioni di terreno pubblico contenenti risorse naturali furono sottratte alle popolazioni che le possedevano, date in pegno dal Governo Americano a copertura del loro debito. Siamo sempre più lontani dall’essere cittadini e sempre più simili a semplici inquilini. Sei stato capace di rifiutare che le tue terre venissero confiscate dal governo per coprire debiti a cui non hai mai dato la tua autorizzazione? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. I fondi fiduciari sotto il controllo del governo vengono depredati, dal fondo fiduciario della Previdenza Sociale ai conti fiduciari degli Indiani d’America fino ai Fondi Pensionistici Federali. Il Congresso dà un’adesione puramente formale alla confisca del fondo fiduciario per la Previdenza Sociale, ma tutto ciò che fa per coprire la diminuzione delle confische è aumentare le tasse. Nel frattempo, le cause giudiziarie sui fondi fiduciari depredati si trascinano all’infinito senza giungere ad una soluzione. Sei capace di destituire un governo corrotto e disonesto? No? Congratulazioni. Sei uno schiavo. Sei uno schiavo perché coloro che ti governano possono fare quello che vogliono, prendere quello che vogliono e tu non puoi opporti. Puoi avere la libertà di decidere che canale televisivo guardare questa sera, o che tipo di macchina guiderai per andare al lavoro, ma hai poco potere sul resto della tua vita. Anche quella casa che sei riuscito a pagare lavorando duramente per gli ultimi dieci anni può venirti sottratta in qualsiasi momento tramite un avviso di “espropriazione per pubblica utilità” Puoi rifiutarti? No? Contratulazioni. Sei uno schiavo. Nell’ottobre del 2001 scrissi che coloro che sostengono di volerci salvare dai terroristi faranno maggiore danno alla nostra nazione di attentati terroristici reali. Bush sosteneva che i terroristi odiano gli Stati Uniti a causa delle nostre libertà e ha cancellato quelle poche libertà che ci erano rimaste per poterci controllare di più, spiare di più, limitare di più, farci tacere di più, tassare di più, e schiavizzarci di più che in qualsiasi altro momento nella storia della nostra nazione. Non solo siamo schiavi, ma cominciamo anche a renderci conto che siamo stati schiavi per tutto questo tempo. Non avevamo diritti, perché un diritto non può venirti tolto in questo modo. Quello che avevamo erano indulgenze, concesse dai padroni degli schiavi, e annullabili quando i padroni cominciano ad avere paura della rabbia e dell’odio degli schiavi. Lo so che è molto deprimente leggere un’articolo come questo alla vigilia dell’anno nuovo, ma durante tutto il 2003 ho visto persone che amo perdere le loro case e le loro attività, guadagnate con il sudore di una vita e dissoltesi nelle speculazioni finanziarie dei truffatori corporativi. Questi americani che avevano lavorato duramente per realizzare il Sogno Americano hanno perso tutto senza averne alcuna colpa. Le nostre scuole non hanno fondi, gli ospedali hanno carenza di personale, le strade, i ponti e le ferrovie della nazione stanno cadendo in pezzi mentre bilioni di dollari vengono dati a nazioni straniere, ad amici personali e alla vorace macchina della Guerra. Le priorità del governo che vengono finanziate tramite le tasse sembrano concentrarsi dovunque tranne che su coloro che pagano quelle tasse. E a quanto pare non riusciamo ad opporci nemmeno a questo. Penso che la situazione della nazione si possa riassumere con un semplice paragone. Tommy Chong è in prigione per aver venduto una pipa da tabacco, mentre Ken Lay cammina libero per le strade dopo aver rubato bilioni di dollari ai suoi dipendenti e agli investitori. In qualsiasi modo la guardi, la situazione appare piuttosto contorta. Avevo promesso ad un lettore che in questo articolo avrei fatto alcune previsioni per il 2004. Vorrei non averlo fatto e spero di sbagliarmi sulla maggior parte di esse. 1. Ci sará un altro falso attentato terroristico. Il piano di guerra Neocon non può andare avanti senza. Quelli che speravano che l’Iraq sarebbe stata la conclusione di tutte le guerre dovranno preparsi ad un duro shock. I falchi vogliono l’intero pianeta, governato direttamente dagli Stati Uniti oppure dagli obbedienti governi fantoccio. Un altro “attacco” è necessario. 2. Alla fine gli Stati Uniti perderanno la loro Guerra per la conquista del mondo. Gli Stati Uniti non possiedono abbastanza truppe per soggiogare il pianeta e, come Hitler imparò quando era ormai troppo tardi, il semplice fatto di avere armi di distruzione più sofisticate non è sufficiente a farti vincere una Guerra se fai infuriare praticamente tutto il mondo. Ad un livello più pratico, prima o poi gli Stati Uniti finiranno per entrare in Guerra con un paese che possiedeVERAMENTE armi nucleari di distruzione di massa. Che questo sia il piano del governo è testimoniato da diversi bunker sotterranei costruiti e perfezionati negli ultimi anni. Tu hai pagato per queste strutture, ma non vi entrerai. Un tale attacco agli Stati Uniti è un piccolo prezzo da pagare per coloro che promuovono queste guerre, non per l’America, non per un’altra nazione che guarda inerme mentre le sue vittime vengono spinte con l’inganno a combattersi l’un l’altro. 3. Dopo altre guerre, il governo Americano alla fine collasserà come fece l’Unione Sovietica, travolta dai debiti e dalla corruzione. A mano a mano che il collasso finale si avvicina, vedrai come il saccheggio dei beni della nazione diventerà ancora più spudorato di ora. L’ultimo atto ufficiale di qualsiasi governo è la confisca della nazione. 4. Mi oppongo alla violenza. Vorrei che si potesse evitare, ma credo che questa nazione si stia dirigendo verso una collisione tra governanti e governati. Anche il governo ha paura di questo, diversamente non vedremo così tante protezioni anti-proiettile tra noi e i nostri “servitori pubblici”. Penso che la ragione per cui questo non è ancora successo, dipende dal fatto che gli americani credono ancora che un eroe o un saggio verrà e sistemerà tutto. Lo sappiamo che le cose stanno andando sempre peggio, ma aspettiamo che qualcuno venga a salvarci, Superman, la cavalleria, Spartaco, il Messia, Batman, Ciò che è Veramente Avvenuto, etc. La credenza che sia meglio aspettare tranquillamente l’arrivo di un eroe fa parte del meccanismo della schiavitù, per tenerti al tuo posto, farti dare a Cesare quello è di Cesare, allevare più schiavi, nell’attesa di un salvatore che non arriva mai. Tuttavia, come la storia ci ha insegnato, anche la pazienza di un intero popolo può esaurirsi, e prevedo che quando la rivolta finale arriverà, arriverà tanto improvvisamente come quella che è avvenuta in Romania. Nel novembre del 1989, la Romania sembrava stabile sotto il governo di Nicholai Ceausescu. Un mese dopo, un evento sportivo è sfociato in una protesta politica spontanea e il 25 dicembre, Nicholai Ceausescu fu giudicato e condannato a morte. La storia di Ceausescu ha dimostrato che i tiranni non dovrebbero confondere il silenzio con il consenso. Il popolo rumeno si è alla fine reso conto che nessuno sarebbe venuto a salvarli e ha avuto il coraggio di salvare sè stesso. Il collasso dell’Unione Sovietica fu ugualmente rapido e quasi ugualemente inaspettato. Così dovrà essere negli Stati Uniti. Come ho detto sopra, spero che le mie previsioni siano sbagliate. Tuttavia è chiaro che il governo americano è sotto il controllo di individui interessati al loro arricchimento personale, o alla fedeltà ad una nazione straniera al di sopra della nostra, e non vedono il motivo per cui dovrebbero smettere di esserlo. I padri fondatori crearono una nazione in cui il governo dipendeva dal consenso del popolo sovrano. Noi, il Popolo Sovrano, acconsentimmo ad osservare precisi obblighi, e il governo, incaricato di prendersi cura della nostra sovranità nazionale, acconsentì a rispettare precisi limiti fissati nella Costituzione. L’attuale governo ha violato questo accordo, cancellando i limiti al suo potere e alla sua autorità fissati all’interno della Costituzione e imponendo allo stesso tempo sempre più obblighi al popolo. Sei stato capace di opporti? No? Questo più di qualsiasi altra cosa è il motivo per cui hai smesso di essere un individuo libero, e ora sei uno schiavo. Sei uno schiavo. Quando sei succube di un governo che si appropria della tua ricchezza e dei tuoi figli, ti mente per tenerti buono e ti spaventa per spingerti all’obbedienza, come puoi non esserlo? Sei uno schiavo. Puoi restare tale, oppure no. E’ semplice. Nessuno verrà a salvarti. Non ci sono eroi, non ci sono cavalieri pronti a soccorrerti. Se tu e i tuoi figli vivranno come schiavi o come esseri umani liberi dipende solamente da te. [ http://www.signoraggio.com ] 05 Dicembre 2005
Le droghe sono tutte uguali?La domanda trova una risposta nella nuova proposta di legge che si discute in parlamento.
Secondo questa proposta 500 milligrammi di cocaina sono identici a 200 milligrammi di marijuana. Quindi farsi una canna e come sniffare qualche striscia di coca,allora perche' non equiparare un vaffanculo a una coltellata? Ah,e vero, la lingua ferisce piu' della spada. 03 Dicembre 2005
Siamo in una democrazia? No siamo in una "culocrazia"Democrazia=potere del popolo,"culocrazia"=potere del culo
Premetto che in natura la legge del caso la fa da padrone dato che devi nascere forte e sano in un ambiente non troppo ostile. Ma la specie umana cerca di superare i limiti naturali con l'ingegno,mancano le ali,un ghepardo va a 110 km orari,un pesce respira sott'acqua? Aeroplano,macchina,sottomarino. Ma allora perche' il caso (culo) invece di essere limitato viene ampliato? Perche' esistono i ricchi o i poveri dalla nascita? Perche' si vive sperando nella botta di culo di una vincita alla lotteria o al superenalotto? E' vero, mi stavo scordando, siamo in CULOCRAZIA. 02 Dicembre 2005
La scoperta dell'acqua calda:il sesso fa bene.- Tre orgasmi a settimana regalano dieci anni di vita:
A dirlo sono illustri scienziati, che lo raccomandano come rimedio naturale contro i mali del corpo e della mente. Una regolare attività sessuale previene il cancro alla prostata, protegge dal diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, guarisce dal mal di testa e favorisce lo sviluppo del sistema nervoso. "Fare l'amore almeno tre volte alla settimana - sostiene il dott. David Weeks, ricercatore del Royal Hospital di Edimburgo - prolunga la speranza di vita di dieci anni in media". Secondo un equipe di medici australiani avere orgasmi regolari riduce del 30% il rischio di tumore alla prostata, mentre uno studio della Rutgers University del New Jersey afferma che un orgasmo ha lo stesso effetto terapeutico di due aspirine. (Fonte: "La Repubblica", 17 agosto 2004) 01 Dicembre 2005
Incomunicabilita'Ho la sensazione di stare in un deserto invece che in un blog con migliaia di utenti.
La specie umana si distingue per la sua capacita' di non riuscire a creare facilmente rapporti tra i suoi elementi. Avete mai notato come in un ambiente ristretto si formino gruppi ben definiti?E' incredibile vedere persone a contatto di gomito eppure cosi' distanti,pazzesco. |